Un passo alla Svolta

In Italia 100.000 persone ogni anno coltivano cannabis e lo fanno per non finanziare le mafie e per avere avere una sostanza sicura e di qualità maggiore. Una legge può cambiare la loro vita e anche la tua! #ColtiviamoLibertà

Firma anche tu per la coltivazione domestica

Al Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati

Gentile Onorevole Mario Perantoni,

in questi mesi abbiamo seguito con attenzione i lavori della Commissione da Lei presieduta relativamente alle proposte di legge di modifica dell’articolo 73 del Testo unico stupefacenti: quella per l’introduzione di pene di più lieve entità e per decriminalizzare la condotta della coltivazione domestica a prima firma Riccardo Magi (C.2307) e quella della Lega, di segno opposto, a prima firma Riccardo Molinari (C.2160). 

Crediamo che, anche in questo momento, sia importante tenere aperto il dibattito sul tema della cannabis: perché riguarda l’economia, la salute, la possibilità di impresa, la giustizia e la lotta alle mafie. Non è un caso che solo poche settimane fa la Camera dei Rappresentanti degli Stati uniti ha approvato una proposta di legge per decriminalizzare la cannabis a livello federale

Com’è noto, nel dicembre del 2019 le Sezioni unite della Corte di cassazione hanno stabilito che non costituisce reato la coltivazione domestica di cannabis che “per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante ed il modesto quantitativo di prodotto ricavabile appaia destinata all’uso personale”. Un pronunciamento perfettamente in linea con gli intenti della proposta di legge C.2307. 

Molti tra gli esperti chiamati in Audizione nella Sua commissione hanno infatti messo in rilievo gli aspetti positivi, soprattutto in termini di lotta alla criminalità e di minore pressione sulle forze dell’ordine e sul sistema della giustizia, che deriverebbero da iniziative di decriminalizzazione della coltivazione e di introduzione di reati di lieve entità. Lo stesso Procuratore nazionale antimafia Roberto Cafiero De Raho ha affermato che “la coltivazione ad uso personale ridurrebbe la necessità per il consumatore di droghe leggere di rivolgersi alla manovalanza criminale, togliendo alla criminalità organizzata una fetta di mercato”. Al contrario, tutti gli auditi hanno sollevato preoccupazioni rispetto al disegno di legge Molinari e alle prospettive di uno scenario in cui le sanzioni sarebbero inasprite

Le audizioni sono concluse, perciò ci auguriamo che possa iniziare subito una discussione su un testo base che tenga conto del parere degli esperti, che dunque risulti migliorativo della proposta Magi e accantoni quella Molinari. 

Le conseguenze concrete sarebbero: consentire a chi consuma di non rivolgersi alla criminalità organizzata, potendo coltivare in casa propria; svuotare le carceri dalle persone che necessitano di un trattamento per la propria dipendenza; liberare forze dell’ordine e tribunali da inutili procedimenti; separare il mercato delle droghe leggere da quello delle droghe pesanti, permettere anche a chi fa un uso terapeutico di potersi curare. 

Per queste ragioni Le chiediamo di fare tutto quanto possibile nelle sue facoltà per arrivare quanto prima a un voto della Commissione Giustizia della Camera così che l’iter legislativo possa arrivare a conclusione. È l’unica occasione concreta che abbiamo in questa Legislatura per fare un passo in avanti su questo tema.

Un passo alla svolta.

Grazie per la sua attenzione.

La coltivazione domestica in numeri

In Italia ci sono oltre 6 MILIONI DI CONUMATORI di cannabis, di questi ben 100.00 decidono ogni anno di piantare un seme sul proprio balcone o all'interno del proprio giardino. Soltanto nel 2018 sono state sequestrate 532.176 piantine, il doppio dell'anno precedente. La regione con più sequestri è la Sicila, probabilemente per il clima particolarmente adatto alla coltivazione domestica di cannabis. Ma cosa spinge le persone a coltivare cannabis?

Perché le persone coltivano cannabis?

1. Risparmio

La cannabis coltivata a casa ha un prezzo notevolmente più basso rispetto a quella comprata sul mercato nero.

2.
Qualità

La cannabis coltivata in casa ha una qualità maggiore, inoltre possiamo scegliere le genetiche che più amiamo

3. Sicurezza

Troppo spesso gli spacciatori aggiungono alla cannabis lana di vetro per aumentarne il volume, lacca per la lucentezza e polvere di piombo per renderla più pesante!

4. Legalità

Tantissime persone preferiscono coltivare cannabis in casa per non entrate in contatto con la malavita e per non finanziare la mafie

La Sentenza della Cassazione

Sul punto è intervenuta, il 19 dicembre 2019, una sentenza delle sezioni unite della Corte di cassazione che ha stabilito che: "non costituiscono reato le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica. Attività di coltivazione che per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante ed il modesto quantitativo di prodotto ricavabile appaiono destinate in via esclusiva all'uso personale del coltivatore".

#IoColtivo è un'iniziativa promossa da